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Del giorno : 11/12/2018

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Fra Elia dietro il dolore la sofferenza

fra elia dietro il dolore la sofferenza

Vita Ospedaliera - Articoli

                                                                     Fra Elia Tripaldi
                                                             Dietro il dolore la speranza.
                                            Riflessioni sui temi di Pastorale della Salute e Bioetica.

                                                             Miguel Moreno.


Il testo di Fra Elia Tripaldi, Dietro il dolore la speranza. Riflessioni sui temi di Pastorale della Salute e bioetica, porge su di un'unica direttrice i temi della pastorale della salute collegandoli a quelli della bioetica contemporanea. La metodologia adoperata si situa nell’avvincente capacità di sincronizzare i diversi elementi secondo un’evidente gerarchia di valori: nella sinteticità l’autore offre gli spunti per una rilettura viva e contemporanea dei temi della gestione sanitaria, dei relativi sviluppi etici e bioetici, di quelli specifici della pastorale sanitaria, con riflessioni teologiche, sguardi antropologici, e letture psico-sociologiche. Tale scelta segue un orientamento preciso e mordente: affidarsi a una dinamica visione degli argomenti trattati, elaborando una sollecitudine per il significato profondo dell’azione pastorale, per far emergere un confronto critico nel dibattito bioetico. L’autore imposta con il lettore un percorso condivisibile, e si sofferma con attenzione sul valore della sofferenza, andando oltre il vittimismo o l’inutilità, entrambi bipolarmente imperanti. La struttura dell’opera risente della scelta etica in favore della vita di ogni persona umana, ponendo al primo posto la difesa dei soggetti più vulnerabili, di chi non può esprimersi, di chi è emarginato da scelte egoistiche a causa della cultura dell’etichetta.
Nelle nostre società postmoderne vige uno sguardo dell’altro che si affida alle imbarazzanti dinamiche della catalogazione per classificazione, creando drammatiche dicotomie tra opere pubbliche e giudizi privati. In questo modo si creano barriere comunicative, e si amplia la sofferenza delle persone che attendono un ascolto amicale, interventi che facciano emergere il significato profondo della sofferenza umana: oltre lo scarto dell’applicazione asettica tecno-scientifica, un prendersi cura accompagnati dalla mano amorevole di Dio, perché l’uomo possa uscire dalle sabbie mobili della malattia e approdare a una morte serena (cit. 33).
 Il riferimento al personalismo ontologico, che il Magistero della Chiesa coniuga alla tradizione dell’azione biblica teologica nei confronti dei sofferenti, non è in questo lavoro né una mera applicazione didattica, né un semplice approdo supplementare, al contrario emerge come una ricerca di dialogo nell’ottica della verità (cit. 30). Una verità che rende liberi, e motiva l’essere a trascendere i suoi limiti, per comprendere la bellezza della carità e la vicinanza di un Dio salvifico che sorregge il confronto tra uomo e uomo, che non lo abbandona nel momento della morte, che gli offre un amore gratuito senza i vincoli del possesso, che motiva il percorso di ogni persona, indipendentemente dalla sua condizione creaturale, giustificando il senso della speranza. Tale obiettivo è il centro di ogni integrazione possibile nel mondo della salute, un messaggio che parte dall’amore, non dall’emotivismo o sensazionalismo curativo: è proporre in termini contemporanei la vicinanza che Dio fece a Giobbe, ridare speranza a Sara, ascoltare il lamento dei Salmi con fiducia, e non apatica rassegnazione. E’ fondamentale, per optare questa scelta, ancorarsi al percorso dei santi fondatori degli ordini ospedalieri che operano nel mondo della salute. Per questo, suggerisce Fra Elia Tripaldi, siamo chiamati tutti a una responsabilità di confronto personale, e comunitario, con il messaggio evangelico proposto da S. Giovanni di Dio, realizzando una prossimità che sia caritatevole, accogliente, nella speranza della risurrezione cristiana.
La lettura di questo testo fa comprendere il pericolo contemporaneo nel ridurre la fede delle opere alla conta dei numeri, una cultura che si inorgoglisce nell’egocentrismo del successo ad ogni costo, che rifiuta ogni limite possibile, da quello fisico a quello psichico e spirituale, pronto a rinchiudersi nelle galere dell’intimismo, nei baratri dell’individualismo. Siamo chiamati invece a collaborare per ottenere un’evangelizzazione del mondo sanitario, elaborando una scienza della salvezza (Heilkunde) per il benessere totale di ogni persona umana. ( cit.103)
L’approdo conclusivo del testo è evidente: vivificare nelle nostre vite l’etica nell’Accogliere, Amare, Assistere,
per riconoscersi fedeli della Chiesa, comunità sanante chiamata al servizio dei sofferenti, figli amatissimi del Padre.




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